Siamo tutti un po’ psicologi!
La fisiognomica è una disciplina parascientifica che, studiando la correlazione tra il carattere e l’aspetto fisico della persona, si proponeva di dedurre le caratteristiche psicologiche degli individui dal loro aspetto corporeo, in particolare dai lineamenti e dalle espressioni del viso (Enciclopedia Treccani online). Nota fin da Aristotele, questo tipo di ricerca trova il punto di arrivo nell’opera di Cesare Lombroso, antropologo, filosofo, giurista e criminologo italiano, vissuto fra il 1835 e il 1909 e considerato da molti il padre della moderna criminologia.
Anche se le sue teorie non hanno trovato successive conferme scientifiche (semmai disconferme), un qualche retaggio della sua interpretazione dell’animo umano è comunque arrivato fino a noi, tanto che il buon Vigile Otello Celletti, nel celeberrimo film “Il Vigile”, girato nella nostra amata Viterbo, porrà come prova dell’onestà del Signor Sindaco, la sua fronte spaziosa, millantando allo stesso tempo competenze psicologiche. In realtà, l’esigenza di dedurre le caratteristiche spirituali dell’altro da marcatori immediati come l’atteggiamento o magari l’aspetto fisico, è davvero una esigenza innata e deve avere a che fare con un qualche istinto alla sopravvivenza. In senso lato il detto “la prima impressione è quella che conta” ne è una sintesi perfetta.
Sebbene il nesso fra caratteristiche fisiche e indole al bene o al male, non sia mai stato provato scientificamente, l’esigenza di muoverci in un mondo sicuro e di prevedere il comportamento dell’altro restano un bisogno primario. La scienza, tuttavia, si interroga ancora sui temi che riguardano la possibilità di intercettare la predisposizione a commettere atti socialmente pericolosi, aprendo scenari etici non indifferenti.
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